Terra

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L’impronta ecologica misura la domanda di energia nei confronti della biosfera paragonando i consumi umani con la biocapacità, cioè la capacità della Terra di rigenerare le risorse consumate e assorbire le emissioni di Co2 prodotte. L’impronta ecologica si misura in gha – la biocapacità di un ettaro di superficie con una produttività media globale.
 
L’impronta ecologica media pro capite in Italia di è di 4,5 gha.
Se tutta l’umanità vivesse come gli italiani, avremmo bisogno di 2,5 pianeti per sostenerci. Se tutti vivessimo, ad esempio, come un indonesiano medio, per rigenerare la domanda di risorse naturali sarebbe sufficiente solo 2/3 della biocapacità del pianeta. Se vivessimo come uno statunitense medio sarebbero necessari 4 pianeti!

Esempi pratici per diminuire l’impronta ecologica:

  • Privilegiare la dieta mediterranea rispetto a quella anglosassone basata su proteine animali contribuisce a risparmiare 90 metri cubi d’acqua all’anno.
  • Lavare le verdure e la frutta lasciandole a bagno in acqua e bicarbonato e non sotto l’acqua corrente.
  • Privilegiare i prodotti biologici, biodinamici o frutto di agricoltura a minore impatto ambientale.
  • Acquistare al mercato dei contadini ogni volta che si può.
  • Evitare i prodotti ittici il cui allevamento non è sostenibile: salmoni, gamberi tropicali, pangasio.
  • Evitare le carni provenienti da allevamenti intensivi.
  • Evitare i prodotti con troppi imballaggi.
  • Non comprare quantità eccessive di cibo che finiranno nei rifiuti.
  • Controllare la provenienza dei cibi acquistati, evitando quelli che arrivano da troppo lontano.

 

Fonte: Living Planet Report 2012  – http://www.effettoterra.org/files/Summery_LivingPlanetReport_italiano2012.pdf
Fonte:  Slow food

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