Solidale

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Sai che
Il termine “Solidale” è utilizzato dai G.A.S. per distinguersi dai  gruppi d’acquisto tout-court, che possono non avere connotazioni etiche o sociali, ma essere solo uno strumento di risparmio. La solidarietà si esprime sia all’interno dei membri del gruppo sia nelle scelte dei prodotti e dei produttori, garantendo loro una giusta remunerazione, nel rispetto dei diritti dei lavoratori e dell’ambiente.
Solidale vuol dire aiutare realtà molto vicine a noi, scegliendo i prodotti delle piccole realtà locali che garantiscono la qualità della loro merce e preservano il territorio evitando che che vengano “strangolati” dalla morsa del mercato.
I g.a.s. sostengono anche le associazioni che, nel Sud Italia, lavorano i terreni confiscati alle mafie, si impegnano a diffondere la cultura della legalità, promuovono l’impegno contro la corruzione, i progetti di lavoro e di sviluppo e le attività antiusura.

Perché ti conviene  saperlo
Spesso il commercio tradizionale si basa su pratiche dannose quali:

  • la determinazione dei prezzi, che vengono stabiliti da soggetti forti (multinazionali, catene commerciali, borsa) indipendentemente dai costi di produzione che restano a carico di soggetti deboli (contadini, artigiani, emarginati);
  • il ritardo dei pagamenti, ovvero il fatto che gli acquirenti paghino la merce molto tempo dopo che sono stati sostenuti i costi necessari alla produzione (infrastrutture, semenza, nuovi impianti arborei, materie prime), causando l’indebitamento di soggetti economicamente deboli e un circolo vizioso che porta spesso all’usura;
  • l’impiego di tecniche di produzione intensive, al fine di ridurre i costi. Tali tecniche nel medio-lungo periodo si rivelano particolarmente negative per il produttore e/o la sua comunità;
  • il ricorso a condizioni di lavoro inique (ad esempio lo sfruttamento minorile) al fine di ridurre i costi.

Tu cosa puoi fare
Le nostre scelte di consumo devono tenere conto dei problemi sia del Nord che del Sud del Mondo: sfruttamento, povertà e inquinamento continuano ad esistere anche perché qualcuno conta sul fatto che noi non ne teniamo conto quando facciamo la spesa.
Siamo abituati a fare la spesa valutando solo alcuni fattori, come il prezzo, la qualità e l’immagine, ma ci sono realtà, invece, come il Commercio Equo e Solidale (o fair trade in inglese) che promovuono un commercio giusto con i paesi nel sud del mondo – in particolare per acquistare zucchero, caffè e cacao – e il cui obiettivo primario non è la massimizzazione del profitto, ma la lotta allo sfruttamento dei contadini e alla povertà dovute a cause economiche, politiche o sociali.

È giunto il momento di prendere coscienza di questa situazione e di scegliere prodotti garantiti anche dal punto di vista etico.
Fonte: Wikipedia

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